Appunti di Scena

Ci siamo, le luci in sala si spengono, la platea si ammutolisce, quasi trattiene il fiato. Si accendono le luci sul palco, il sipario si apre come in una danza fluttuante e svela la scena: lo spettacolo ha inizio. 

Ma cosa è successo prima di questo momento che rimane sospeso nell’aria? 

Qual è il percorso che ha portato un gruppo di persone a trasformarsi, a cambiare identità e a presentarsi al pubblico con un altro nome? 

E cosa è accaduto dietro le quinte nei mesi che hanno preceduto il grande debutto, chi sono le tante persone che rimangono fuori dalla scena, ma senza le quali nulla sarebbe possibile?

Nasce così Appunti di Scena, con il desiderio di aprire il sipario su tutto ciò che accade prima di uno spettacolo, sulle persone che da un’idea e un copione realizzano un nuovo mondo, sui personaggi che vanno in scena e quelli che la scena la costruiscono.

Ripercorreremo insieme le tappe della storia del teatro, rispondendo a tante curiosità e falsi miti, e raccontandovi le vicissitudini che hanno reso il teatro la favolosa realtà che conosciamo al giorno d’oggi. Il tutto condito dalla viva rassegna del Teatro Sant’Andrea, per invitarvi sul palco con noi e raccontarvi la nostra passione più grande, che da generazioni anima la Compagnia del Teatro.

 

Dal 1913 il Teatro Sant’Andrea è infatti uno dei simboli della comunità di Porta Romana a Milano: fu fondato da Don Luigi Pessina come “compagnia dell’oratorio”, che metteva in scena ogni settimana sketch domenicali, divenuti poi appuntamento fisso di ritrovo per tutto il quartiere.

Da allora la compagnia ha dato vita a molti testi in dialetto milanese, continuando la tradizione nata agli inizi dell’Ottocento in molti edifici religiosi abbandonati sparsi nel centro città.

Fino al 1867, anno in cui la capitale d’Italia fu spostata da Torino a Firenze. Le città di Torino e Milano, con una sana dose di ottimismo, già si prefiguravano un declino irrefrenabile e la reazione di Milano, con il suo tipico spirito molto umile, fu di inventarsi come consolazione il termine tuttora in auge di “Capitale morale”.

A questo clima di tensione si aggiunsero alcuni intellettuali intenzionati a bandire il dialetto milanese dal teatro e dalla vita. Contro di loro si schierarono i sostenitori del dialetto come fulcro dell’identità storica dei lombardi che, per rilanciare il dialetto meneghino, proposero la nascita di una nuova letteratura teatrale in milanese.

Con questo spirito nel 1869 nacque un teatro dialettale che utilizzava testi originali e non, ovvero rifacimenti di opere in lingua, italiane e straniere: è l’inizio del Teatro Milanese.

 

A rendere omaggio alla tradizione del Teatro Sant’Andrea torna dunque sul nostro palcoscenico dopo una lunga pausa la commedia milanese, che con lo spettacolo “Ah! ‘Sti Donn!” apre la stagione teatrale 2019/2020.

La commedia ci trasporta indietro nel tempo fino agli anni ’70, all’interno di casa Morelli, dove i coniugi Anna e Giulio attendono il ritorno dal viaggio di nozze del loro figlio Ugo e della novella sposa, Elena. Non appena i due varcano la soglia di casa, si percepisce però una strana tensione. Si sa, infatti, che la vita matrimoniale va costruita giorno dopo giorno, con pazienza e fiducia reciproca, alla ricerca di un equilibrio costante… se a far traballare la fresca unione dei giovani sposini è stato un piccolo ma fastidioso equivoco, una domanda ben più impegnativa assilla i coniugi più maturi: è bene che la donna si dedichi unicamente alla cura della propria famiglia oppure che si ritagli anche del tempo per un’occupazione lavorativa?

A questi già validi ingredienti, aggiungete una coppia di suoceri fieramente orgogliosi della figlia, una cameriera maliziosa, due zelanti datori di lavoro e una pragmatica donna in procinto di sposarsi e otterrete una brillante commedia dialettale, che non mancherà di suscitare anche qualche riflessione sulla vita famigliare.